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LA STORIA DEL TEATRO

Unirò il mio
applauso a quello dei
tuoi concittadini che
ti onorano, forse in
quel teatro che io, non
ancora ventiduenne
ebbi l'onore e il
piacere d'inaugurare
nel carnevale 1888-89...
oh! Il bel tempo che fu!

da una lettera di Arturo Toscanini a Guido Cantelli
LA STORIA DEL TEATRO

La storia del Teatro Coccia inizia nel 1886 con la demolizione dell'antico Teatro Nuovo, abbattuto perché ritenuto ormai inadeguato alle richieste dei tempi. La crescita demografica, un nuovo assetto sociale, l’affermazione della borghesia interessata alla cultura aveva “livellato” e reso più ampia la fruizione del teatro, non più riservato solo ai nobili e alle famiglie prestigiose novaresi.
L’appalto fu affidato all’architetto milanese Giuseppe Oliverio, il 9 marzo del 1886. L’inaugurazione del nuovo Teatro avvenne la sera del 22 dicembre 1888 con l’opera “Gli Ugonotti” di Giacomo Meyerbeer, diretti da Giacomo Puccini.

IL NOME DEL TEATRO COCCIA

Carlo Coccia fu musicista e compositore estremamente apprezzato. Nacque a Napoli nel 1782 e la musica lo portò presto a conoscere molte città italiane.
La sua brillante carriera lo fece approdare anche a Lisbona e a Londra, dove tra le altre cose fu anche maestro di armonia e di canto alla Royal Music Academy.
Tornato in Italia, ebbe modo di collaborare per numerose realtà teatrali.
Coccia fu insegnante di composizione e primo direttore della neonata scuola di musica di Novara, il Civico Istituto musicale Brera ,nel 1858. Ad essa dedicò due sinfonie appositamente scritte.
Morì a Novara il 13 aprile 1873 e il 6 luglio di quello stesso anno, per onorare la sua memoria, gli venne dedicato il Teatro Nuovo. Quando questo venne sostituito dal teatro progettato dall’Oliverio, fu del tutto naturale chiamare la nuova costruzione “Teatro Coccia”.

Molti degli autografi di Carlo Coccia sono conservati qui a Novara: nella biblioteca del duomo si conserva la musica sacra, mentre in quella del Civico Istituto musicale Brera si possono trovare le composizioni profane, il Requiem ed alcune composizioni religiose.

LA CURIOSITÀ

Un articolo del Corriere della Sera del 1932 definì il Teatro Coccia “l'anticamera per il Teatro alla Scala”.
Questa affermazione era dovuta al fatto che molti dei grandissimi artisti del panorama lirico mondiale debuttarono sul palcoscenico novarese.

IL TEATRO DELLA TRADIZIONE

I teatri della tradizione che possono fregiarsi di questa denominazione sono solo 29 in tutta Italia.
Per essere considerati “teatri della tradizione” i teatri devono dimostrare di aver dato impulso e vivacità alle tradizioni artistiche e musicali locali.
I teatri della tradizione offrono in cartellone opere liriche, concerti, spettacoli di danza, il tutto con una forte spinta a favore delle nuove generazioni e dei giovani talenti, favorendo i giovani cantanti, gli autori e i direttori d’orchestra più promettenti.
Negli anni i teatri della tradizione sono diventati degli hub culturali, polivalenti, caratterizzati soprattutto dalle produzioni dal vivo dedicate al bel canto, alla danza, alla prosa e alla danza.
Teatro Coccia si allinea a questa filosofia proponendo, attraverso i percorsi di Accademia AMO, un’alta specializzazione per chi si vuole dedicare alle arti e ai mestieri teatrali.

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