Drammaturgia e libretto di Emanuela Ersilia Abbadessa
ARTEMISIA GENTILESCHI
Musica di Giuseppe Guerrera
Artemisia Luisa Bertoli
Lavinia Clarissa Di Lorenzo
ELEONORA DUSE
Musica di Matteo Sarcinelli
Eleonora Duse Nunzia Fazzi (Accademia AMO)
Arrigo Boito Gianpiero Delle Grazie
ONDINA VALLA
Musica di Saverio Santoni
Ondina Clarissa Di Lorenzo
Giornalista Luisa Bertoli
Direttore Davide Cocito
Regia Livia Lanno
Scene e costumi Erika Chilò
Luci Ivan Pastrovicchio
Ensemble strumentale del Conservatorio Guido Cantelli
Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara
A collegare i tre quadri è Arrigo Boito, musicista e drammaturgo, che attraversa tempo e spazio nel tentativo di dare forma all’“eterno femminino”. Nel suo studio, mentre cerca l’ispirazione per un personaggio femminile, la sua immaginazione prende corpo attraverso le storie delle tre donne.
Il primo quadro è dedicato ad Artemisia Gentileschi, colta mentre dipinge e riflette, insieme all’amica Lavinia, sulla passione, sulla violenza subita e sulla difficoltà di essere donna e artista in un mondo maschile. Il secondo quadro rievoca l’amore intenso e clandestino tra Boito ed Eleonora Duse, fatto di arte, passione e rinuncia, vissuto come un attimo eterno destinato a finire con l’alba. Nel terzo quadro, Ondina Valla, ormai anziana, ripercorre la sua vita di atleta pioniera, le vittorie e gli ostacoli affrontati, offrendo uno sguardo di speranza sul futuro delle donne nello sport e nella società.
Nel finale, Boito comprende che la donna che sta cercando di raccontare non appartiene solo al passato: Artemisia, Eleonora e Ondina si mostrano come eredità viventi, fondamento di una donna del domani, forse ancora da nascere, ma già costruita dalle loro conquiste. Dal punto di vista musicale, i momenti di Boito fungono da ampie scene di raccordo, introducendo e preparando emotivamente ciascun quadro successivo.
Emanuela Ersilia Abbadessa
