MACBETH
Melodramma in quattro atti
(versione del 1865)
Libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei
dalla omonima tragedia di William Shakespeare
Musica di GIUSEPPE VERDI
Prima rappresentazione 14 marzo 1847 al Teatro della Pergola di Firenze
Macbeth Sergio Vitale (23, 25) / Gustavo Castillo (24)
Banco Roberto Scandiuzzi (23, 25) / Shi Zong (24)
Lady Macbeth Monica Zanettin (23) / Maria Cristina Bellantuono (24, 25)
Dama di Lady Macbeth Elena Malakhovskaya
Macduff Ivan Magrì
Malcolm Xiaosen Su
Medico Omar Cepparolli
Domestico/Araldo Piero Santi
Sicario Luigi Varriale
Prima apparizione Roberto Messina
Seconda apparizione Erika Fornero
Terza apparizione Agnese Jurkovska
Re Duncano Marco Baldino
Direttore JORDI BERNÀCER
Regia, scene e costumi DANIELE PISCOPO
Light designer Ivan Pastrovicchio
Orchestra Filarmonica Italiana
Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate
Maestro del coro Mauro Trombetta
Produzione Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara
Main Sponsor
DRESSCODE NERO E VERDE PER LE SIGNORE, SCURO PER I SIGNORI
Il mio lavoro come creativo, nasce dal desiderio di raccontare questa storia con chiarezza, rispettandone la struttura e lasciando che sia la drammaturgia a guidare le scelte. Credo che oggi il teatro d’opera possa ancora parlare in modo diretto al pubblico, a patto che gli venga permesso di seguire l’azione senza ostacoli, di comprendere i personaggi e di riconoscersi. La mia visione non vuole sovrapporsi o reinterpretare il testo, ma dialogare con esso, trovando una forma teatrale che lo renda vivo e leggibile a tutti.
Macbeth è un uomo fragile, profondamente insicuro. Non è un personaggio dominato da una grandezza eroica, ma da un vuoto interiore che lo rende vulnerabile. Il soprannaturale (le streghe, le profezie, l’idea di un destino già scritto) non crea il male, ma lo porta alla superficie. Le parole che sembrano dettate da uno oscuro destino diventano per Macbeth una giustificazione, una spinta ad agire, a colmare la propria debolezza attraverso il potere. In questo percorso, Lady Macbeth ha un ruolo centrale: è lei a spronarlo, a sostenerlo, a spingerlo oltre il limite, mossa dalla stessa ambizione e destinata alla stessa rovina.
Dal punto di vista visivo, lo spettacolo si muove in un mondo oscuro, sospeso, attraversato da una dimensione inquietante e visionaria. Boschi, ombre, presenze, spiriti: elementi che costruiscono uno spazio in cui realtà e visione si confondono. Le streghe non sono solo personaggi, ma una presenza costante, una forza che osserva e condiziona l’azione. Scene e costumi nascono sempre in relazione diretta con la drammaturgia e con il movimento degli interpreti, cercando di rendere visibile ciò che accade interiormente ai personaggi, il loro progressivo smarrimento.
Questo allestimento nasce dalla convinzione che dare nuova vita a un’opera non significhi stravolgerla. Al contrario, credo che il rispetto del testo, della musica e della sua struttura sia il punto di partenza per qualsiasi rilettura autentica. Reinterpretare non vuol dire negare ciò che è stato scritto, ma trovare una forma artistica capace di farlo risuonare oggi, senza nostalgia e senza forzature.
Firmare Macbeth come regista, scenografo e costumista per l’apertura di stagione del Teatro Coccia di Novara ha per me un significato profondamente personale. È un cerchio che si chiude: proprio in questo teatro ho visto la mia prima opera. Tornarci oggi, con la responsabilità di una produzione così importante, è motivo di grande emozione. Un ritorno che rende questo Macbeth non solo un progetto artistico, ma anche un momento umano di particolare valore.
Ha debuttato nel 2021 allo Shangyin Opera House(Shanghai), in una produzione congiunta con il Teatro di Kiel e il Conservatorio di Shanghai, interpretando il ruolo del Visconte Gastone ne La Traviata di Giuseppe Verdi.
Conclusi gli studi in Cina, si è trasferito a Milano per proseguire la propria formazione sotto la guida del Maestro Lorenzo Decaro. Nel 2024 e nel 2025 si è diplomato presso l’AMO – Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia, dove ha studiato con Tiziana Fabbricini e Fabio Armiliato.
Nelle stagioni 2024 e 2025 del Teatro Coccia di Novara ha preso parte a numerose produzioni, interpretando Yamadori in Madama Butterfly, Gherardo in Gianni Schicchi e La Benedizione, tenore solista nella Messa di Gloria di Giacomo Puccini, il ruolo principale di Odisseo nell’opera contemporanea Calipso e Odisseo, oltre a partecipare a Rinuncio – Omaggio a Giacomo Puccini e a Il brutto anatroccolo come Fratello 2 e Gatto (cover). Nella stagione 2025 ha interpretato Artù ne Il giovane Artù ed è stato cover del Principe in Biancaneve in tour.
Parallelamente all’attività svolta al Teatro Coccia, Xiaosen Su ha intrapreso un’intensa attività artistica in ambito internazionale. Nel giugno 2024 ha debuttato nel ruolo di Goro in Madama Butterfly di Puccini al Sarzana Opera Festival, in una produzione che ha riscosso grande successo, rappresentata anche sul ponte di volo della portaerei G. Garibaldi nel porto militare di La Spezia. Nell’agosto 2024 ha debuttato Tamino ne Il flauto magico di Mozart presso la Berlin Opera Academy, mentre nel settembre dello stesso anno è tornato a interpretare Goro in Madama Butterfly al Pattihio Theatre di Limassol, a Cipro.
Nel giugno 2025 ha partecipato al concerto Musica Maestro! presso la Casa Museo Luciano Pavarotti, insieme a Marcelo Álvarez e agli allievi dell’Accademia di Musica di Pinerolo. Si perfeziona regolarmente attraverso masterclass con Luciana D’Intino, Marcelo Álvarez, Gregory Kunde e Fiorenza Cedolins, proseguendo con impegno e continuità il proprio percorso artistico.
