Età 6-11 anni
Anfiteatro/Unoteatro
Teatro d’attore
Costo biglietto € 7,00

Un bambino senza nonni va a cercarne uno in un posto dove, di nonni, ce ne sono tanti.
Una storia tenera, divertente e commovente che racconta una grande amicizia.
Cosa può accadere durante una chiacchierata tra due bambini, Teo e Milo, dove il primo racconta meraviglie sul suo nonno mentre l'altro, con una punta d'invidia, dice che anche lui ne desidererebbe uno ma che purtroppo non ce l'ha?
E cosa può accadere se Teo gli dice di conoscere un posto dove di nonni ce ne sono un sacco e che non sarebbe stato difficile trovarne uno tutto per sé?
E così, accade che un giorno Teo accompagna Milo a Villa Fiorita, un ospizio dove il bambino, finalmente, incontra un vecchietto di nome Orazio, (che è solo e a cui piace molto l'idea di avere un nipotino) e con il quale nasce subito un bellissimo rapporto di amicizia.
Orazio ha passato tutta la sua vita nella stiva di una nave, ma con la fantasia ha vissuto tante avventure fantastiche e con i suoi racconti meraviglia il suo piccolo amico: dalla cattura di pesci enormi alla coltivazione di un orto dove crescevano piante piuttosto strane, dai voli in piedi su aquiloni legati alla nave fino alla dolcissima storia d'amore con Rosette che sposerà una notte in riva al mare ma che non rivedrà mai più per tutta la vita.
A differenza delle altre, la storia di Rosette sembra a Milo molto vera, e infatti Orazio conserva ancora un velo rosso con i fiori bianchi che lei gli aveva regalato il giorno della sua partenza e il ricordo di una canzone che gli aveva insegnato e che Orazio, da allora, non ha mai smesso di fischiettare.
Affascinato anche dal suo modo di fischiare, Milo ci prova e ci riprova ma con scarsi risultati; e così, la sera in cui, insieme al nonno e a Teo, andranno a rubare le ciliegie in un giardino nei pressi di Villa Fiorita, Milo decide che non sarebbe più tornato fino a quando non fosse stato capace di fischiare come il nonno.
E infatti per qualche giorno Milo non andrà a trovare Orazio, ma a un certo punto, con le labbra a forma di bacio, le note cominciano a uscire limpide come quelle del nonno. E così, insieme a Teo corrono alla casa di riposo per dargli la notizia, ma...
Era vero che nonno Orazio volava gli aquiloni!!!
Lo spettacolo, divertente e poetico, si muove con delicatezza nell'ambito del confronto generazionale; racconta un legame speciale pieno di affetto e fantasia e invita a riflettere sul valore della vita, degli affetti e sull’importanza del dono più prezioso in assoluto che abbiamo noi essere umani: il tempo.

“Mio nonno vola gli aquiloni” è uno spettacolo che ha avuto tra le sue fonti di ispirazione l’ascolto che sul tema è stato condotta dal progetto di ricerca “Io e nonni. Storie intrecciate tra generazioni” cui ha partecipato una rete composta, oltre che da Anfitreatro stessa e da Unoteatro, da ATIR Teatro Ringhiera, dalla Compagnia Il Melarancio, dalla Compagnia Panedentiteatro, dalla Biblioteca Comunale di Arese (MI), dalla Biblioteca Civica Ettore Pozzoli di Seregno (MI), dalla Biblioteca Comunale Ungaretti di Basiano (MI) e Masate (MI).

TEMI: legami intergenerazionali – adozione affettiva – incontro tra generazioni – crescita e scoperta del mondo adulto – empatia e solidarietà

RECENSIONI: :

L’incontro fra generazioni distanti, la sorpresa di nuovi rapporti, l’attesa di una storia nuova, l’accettazione e l’aiuto nei confronti di chi è più debole: sono questi gli argomenti che scorrono lungo il nuovo spettacolo di Anfiteatro, con la sempre delicata mano di Giuseppe Di Bello e la bella interpretazione di Enrico de Meo. “Mio nonno vola gli aquiloni”, prendendo spunto da un testo per ragazzi, racconta con leggerezza la storia dell’incontro fra un nipote senza nonno ed un nonno senza nipote. Due solitudini che, forse, fino ad allora non si erano accorte di essere tali; due generazioni lontane che, facendosi compagnia, scoprono il piacere di raccontare e raccontarsi. (Eolo – Nicoletta Cardone Johnson)