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DOPO L’ULTIMA STANZA
PRELUDIO A BARBABLÙ

Musica di Claudio Scannavini

OPERA
IL CASTELLO DI BARBABLU’

Orchestrazione per organico orchestrale ridotto Paola Magnanini e Salvatore Passantino (Accademia AMO)
Musica di Béla Bartók
Libretto di Béla Balázs
Traduzione di Hannah Gelesz e Deda Cristina Colonna
Direttore Marco Alibrando
Regia Deda Cristina Colonna
Scene e costumi Matteo Capobianco
Barbablù Andrea Mastroni
Judith Mary Elizabeth Williams
Prologo Giuditta Pascucci, Carolina Rapillo
Orchestra del Teatro Coccia
Coproduzione Fondazione Teatro Coccia e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi

Se ne Le ore delle spose mi è sembrato di cogliere soprattutto il segno di un cammino di pur difficile salvezza, ne Il castello di Barbablù invece sento emergere soprattutto la dannazione del protagonista, costretto dall’instancabile curiosità di una Judith sorda alle sue richieste dentro uno spazio emotivo che va riducendosi progressivamente, fino ad implodere nell’ineluttabilità della sua adesione ad una identità senza sorprese, senza salvezza, senza scelta.