Il Teatro Coccia annuncia la programmazione estiva e anticipa quella autunnale e invernale.

Tra opera, concerti, danza, prosa, musical, nuovi format e le celebrazioni dantesche.

Novara, 30 Giugno 2021. Otto titoli e dieci “alzate di sipario”: l’estate del Teatro Coccia porta il teatro di Via Rosselli al di fuori delle sue mura con spettacoli nel Cortile del Castello Sforzesco di Novara, per il cartellone dell’Estate Novarese 2021 organizzato in collaborazione con il Comune di Novara, e nello spazio dell’Ex Acetificio Ponti a Sizzano per un nuovo progetto realizzato in collaborazione con Atl e Comune di Sizzano.
Appuntamenti che a partire da Luglio si articolano tra tributi in Concerto e in Danza, Opere Liriche in versione tradizionale, per la famiglia e nella nuova veste “mini”, e il ritorno della Prosa; in attesa della riapertura del Teatro a Settembre 2021.

Si parte Venerdì 2 Luglio alle 21.30 con il Concerto d’Arie d’Opera in ricordo di Vittorio Bertone, impresario del Teatro e della Lirica e scopritore di tante voci. Vittorio Bertone ha legato per molti anni la sua professionalità e le sue competenze a Novara e al Teatro Coccia. Esordì giovanissimo come cantante lirico, diventando poi organizzatore teatrale a Torino, Asti, Cuneo, Novara e Vercelli. Il programma si snoda tra I Racconti di Hoffmann di Jaques Offenbach, Andrea Chenier di Umberto Giordano, Carmen di Georges Bizet, L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti, Manon Lescaut di Jules Massenet, Lakmè di Leo Delibes e Rigoletto di Giuseppe Verdi. A interpretare le celebri arie tratte da queste opere allievi selezionati dall’Accademia dei Mestieri dell’Opera AMO: i soprani Raksha Ramezani Meiami e Sabrina D’Amato, il tenore Nenxin Ye e il basso Wankyoung Park, accompagnati al pianoforte da Mirco Godio. Biglietti dai 5,00 ai 10,00 euro. In caso di maltempo il concerto si svolgerà nella Sala al Primo Piano del Castello (ingresso consentito a coloro che hanno acquistato i posti previsti sulla pianta).

Domenica 4 Luglio 2021 alle 21:30 un nuovo tributo a un gigante della musica internazionale: Omaggio a Ennio Morricone Musiche da Oscar, portato in scena dall’Ensemble Le Muse diretta da Andrea Albertini con la partecipazione straordinaria del soprano Susanna Rigacci. Un omaggio al maestro Premio Oscar, scomparso il 6 Luglio del 2020. Il programma è naturalmente incentrato sulle più belle colonne sonore scritte dal grande compositore romano, dagli esordi con Leone (1964, Per un pugno di dollari) fino alle più recenti collaborazioni con Tornatore, Joffè e Tarantino. Il prestigioso Ensemble Le Muse ha avuto l’onore di rappresentare l’eccellenza musicale italiana nell’inaugurazione del semestre di presidenza italiana presso l’UE con 2 indimenticati concerti ad Ankara e Istanbul, e con questo concerto ha toccato in questi 5 anni di attività diverse città italiane. Il programma del concerto vede l’esecuzione dei più famosi brani che hanno “dipinto” gli spaghetti western di Leone (C’era una volta il West, Il Buono il brutto e il cattivo, Giù la testa), le magiche atmosfere di Mission, le tinte più moderne di Malena, Nuovo cinema Paradiso. Verrà ascoltato un Morricone inatteso, autore di indimenticate canzoni come Se telefonando e Here’s to you (cantata da Jon Baez). Il soprano Susanna Rigacci è voce nel mondo del maestro Ennio Morricone da oltre 20 anni, e farà vivere le magiche atmosfere dei vocalizzi legati alle colonne sonore più celebri del maestro Morricone. Biglietti dai 5,00 ai 15,00 euro. In caso di maltempo il concerto si svolgerà nella Sala al Primo Piano del Castello (ingresso consentito a coloro che hanno acquistato i posti previsti sulla pianta).
Fa da cornice e completamento al concerto la mostra "Una foto per Ennio" che dal 28 Giugno al 5 Luglio 2021 (escluso la domenica) è visitabile al Circolo dei lettori di Novara: mostra fotografica ideata e curata da Manuela Peroni Assandri.
è organizzata da L'Azzurroblog e "@rteLab", con il patrocinio della Provincia di Novara, del Comune di Novara, della Fondazione Teatro Coccia, di Assa, di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale.

Un altro omaggio a un grande compositore contemporaneo, questa volta portato in scena con il linguaggio della Danza. Mercoledì 7 Luglio alle 21.30 Un Secolo di Tango. Omaggio ad Astor Piazzolla. Arriva in presenza, come annunciato e promesso a inizio anno, lo spettacolo andato in onda online dal 6 all’8 Marzo sul Canale YouTube del Teatro. Le coreografie sono firmate da Giuliano De Luca, eseguite da Rocco Ascia e Alice Colombo. Le atmosfere di Piazzolla nella versione per trio di José Bragato sono riportate in scena da Riccardo Bisatti al pianoforte, Anna Molinari al violino e Lucia Molinari al violoncello nel programma Le Estaciones Porteñas (Quattro stagioni di Buenos Aires) e Oblivion. “Lo spettacolo di tango – spiega il coreografo De Luca - ripercorre l’evoluzione di una coppia di amanti che vive la propria relazione come il riproporsi delle stagioni. Un ciclo di emozioni ed eventi sommergono i due danzatori in un turbine di sensazioni che, avvolte nella sensualità del tango, portano lo spettatore a immedesimarsi nell’avvincente emotività dei due protagonisti”. Biglietti dai 5,00 ai 10,00 euro. In caso di maltempo il concerto si svolgerà nella Sala al Primo Piano del Castello (ingresso consentito a coloro che hanno acquistato i posti previsti sulla pianta).

Luglio 2021 segna anche il ritorno della Prosa. Venerdì 16 Luglio alle 21.30 un nuovo spettacolo prodotto da TSA Teatro Stabile d’Abruzzo, che ha recentemente debuttato nel Ridotto del Teatro Comunale di L’Aquila: Pandemia, scritto e diretto da Giuseppe Dipasquale con protagonisti Ninni Bruschetta, Federica De Benedittis e l’amichevole partecipazione di Roberto Lipari. A dispetto del titolo, quanto mai attuale, Pandemia è una commedia agrodolce: un beffardo delirio di una coppia vagante nel tempo, dagli anni ’20, fino ai nostri giorni, che vive e subisce una declinazione grottesca e comica della Pandemia, morendone e risorgendone più volte, giocando dentro la sua assurda casualità fino a celebrare il massacro dei massacri, ovvero quello dello spirito, sul tema che sostiene quella ineffabile domanda: perché si muore? L’amaro sapore del soggetto tematico non concede tuttavia allo spettacolo nessuna tristezza, nessun compiacimento fatalista che ci si aspetterebbe, anzi lo tratta con una certa irridenza, con spirito comico e beffardo, con tutto il necessario assurdo della situazione e del linguaggio che alle orecchie e agli occhi contemporanei suona come disperatamente reale. Biglietti dai 10,00 ai 20,00 euro. In caso di maltempo il concerto si svolgerà nella Sala al Primo Piano del Castello (ingresso consentito a coloro che hanno acquistato i posti previsti sulla pianta).

Giuseppe Dipasquale firmerà anche la regia di La Traviata di Giuseppe Verdi, in scena Giovedì 29 e Venerdì 30 Luglio alle 21.30. Nuova produzione del Teatro Coccia, interamente realizzata con il coinvolgimento dei giovani allievi dell’Accademia AMO, sia nella selezione del solisti, sia dei direttori d’orchestra. La produzione vede inoltre l’impegno della Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate e dell’Orchestra Carlo Coccia: il ritorno, dunque, anche di un ensemble orchestrale completo (seppur distanziato) a 45 elementi. La Traviata è certamente un delle opere più amate e conosciute del repertorio verdiano. Questo nuovo allestimento riporterà in scena con nuove tinte le vicende borghesi e drammatiche di Violetta e Alfredo. Nel ruolo di ViolettaValéry Rakhsha Ramezani Meiami, FloraBervoix Simona Ruisi, Annina Federica Vinci, Alfredo Germont Mauro Secci, Giorgio Germont Sergio Bologna, Gastone Francesco Scalas, Barone Douphol Pasquale Greco, Marchese d’Obigny Semyon Basalaev, Dottor Grenvil Luca Sozio, Giuseppe Gianmario Cucca, Commissionario/Domestico Wankyung Park. Movimenti coreografici di Giuliano De Luca. Biglietti dai 10,00 ai 25,00 euro. In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà all’interno del Teatro Coccia, seguendo la riassegnazione dei posti segnalata al momento dell’acquisto.

Il ritorno al Castello è a Settembre con un doppio appuntamento dedicato a tutta la famiglia Mercoledì 8 alle 18.30 e alle 21.30: Aida - Giuseppe Verdi nella versione brass quintet firmata Gomalan. Il progetto Aida è la grande sfida che Marco Braito (tromba), Marco Pierobon (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone) e Stefano Ammannati (tuba) lanciano all’inespugnabile fortezza della lirica: cinque musicisti in abiti di scena suonano, cantano, interpretano, recitano, ballano l’opera, trasformandosi di volta in volta in Aida, Radames, Amneris, Il Faraone, Amonasro, in un rapido susseguirsi di arie, musica e prosa. Non per ridicolizzare un capolavoro, ma al contrario per renderlo fruibile e comprensibile a chi non lo conoscesse (bambini compresi) o per farlo apprezzare ancora di più a chi ne sapesse già decodificare linguaggio e intenzioni. Quattordici deliziosi arrangiamenti per quintetto d’ottoni dell’opera verdiana (preludio, marcia trionfale, ballabili, arie e duetti), collegati tra loro da scene mimate che introducono le arie e accompagnano l’ascoltatore nella fitta trama della vicenda. La regia teatrale, curata da Sabrina Morena, coniuga l’esecuzione musicale all’azione teatrale, in un gioco che si compone di quadri mimici che rimandano al cinema muto, e di momenti puramente musicali in cui i musicisti si muovono e agiscono come i personaggi dell’opera. Musica, danza e mimo sono gli ingredienti di questo divertissement al contempo comico e serio. Biglietti dai 5,00 ai 10,00 euro. In caso di maltempo il concerto si svolgerà nella Sala al Primo Piano del Castello (ingresso consentito a coloro che hanno acquistato i posti previsti sulla pianta).

Ultimo appuntamento estivo, prima della riapertura del teatro è fuori città: Giovedì 16 Settembre alle 21 nell’Ex Acetificio Ponti a Sizzano le nuove mini opere del Teatro Coccia, prodotte in collaborazione con il Teatro di Jesi. Due inedite produzione con tema “vino” e “cibo” saranno in scena nel nuovo Centro Socio Culturale “Vittoria e Guido Ponti” in collaborazione con Atl della Provincia di Novara e Comune di Sizzano. Appuntamento dal Cisti Fornaio (da uno spunto offerto dalla seconda novella della IV giornata del Decamerone), musica e libretto di Alberto Cara, La zuppa di sasso, musica di Federico Biscione su libretto di Stefano Simone Pintor. Solisti e direttori sono allievi selezionati dall’Accademia dei Mestieri dell’Opera AMO, la regia di Renato Bonajuto, “in buca” il Giovane Ensemble Guido Cantelli.

Si tratta di azioni sceniche di teatro musicale da rappresentarsi in “luoghi altri” dal teatro. Sullo spazio scenico: ad Inizio giugno Fondazione Cariplo ha individuato per la Provincia di Novara cinque progetti, Emblematici Maggiori, che guardano al futuro ed hanno una visione di comunità che abbraccia tutti. Il Progetto Centro Socio Culturale “Vittoria e Guido Ponti” del Comune di Sizzano è tra gli interventi proposti. Il progetto è partito nel 2016 quando il Comune di Sizzano ha ricevuto in donazione l’ex stabile della ditta Ponti, lo spazio che ha ospitato per quasi un secolo la Famiglia Ponti e la sua attività industriale nella realizzazione di Aceto e Sottaceti, divenuto immediatamente risposta all’esigenza di dare al territorio uno spazio aggregativo e sociale, uno spazio di racconto delle Colline Novaresi, un progetto studiato, con RiADATTO architecture & engineering, per coniugare la valenza archeologica, industriale e territoriale dello spazio, e annettendovi anche un punto di ascolto per le donne vittime di sfruttamento che hanno bisogno di un nuovo punto di partenza. E ancora uno spazio per giovani, famiglie, anziani, studiosi e ricercatori, turisti e semplici visitatori. L’unione tra risorse del territorio e musica è il tema fondante di queste prime mini opere, è risultata così immediata la sinergia tra tutti i partner coinvolti nel progetto.


Biglietti in vendita a breve online e presso la biglietteria del Teatro.

Prime anticipazioni per l’autunno/inverno 2021, quando il Teatro Coccia sarà finalmente restituito alla città dopo l’anno di lavori che hanno interessato messe a norme e sicurezza. Dopo l’inaugurazione del 22 Dicembre 1888, con Gli Ugonotti di Meyerbeer diretto da Arturo Toscanini, del 21 Febbraio 1993, con il concerto diretto da Riccardo Muti, Venerdì 24 Settembre 2021 il Teatro Coccia si prepara a un nuovo grande Concerto d’inaugurazione: l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e la partecipazione straordinaria di Gile Bae come pianista solista, diretti da Tianyi Lu, la giovane direttrice classe 1990, nata a Shangai, trasferitasi poi in Nuova Zelanda con la famiglia, vincitrice dell’XI edizione del Premio Cantelli, quella targata 2020, nell’anno della rinascita dopo 40 anni. Un momento emozionante che si inserisce nel solco della tradizione e nel nome del Maestro Guido Cantelli. Il programma: Le Ebridi Op. 26 di F. Mendelssohn, Concerto per pianoforte n. 5 "l'Egiziano" di C. Saint-Saëns, Sinfonia n. 4 in La maggiore "Italiana" op. 90 di F. Mendelssohn.

E poi spazio ai format sia nuovi che consolidati, originali del Teatro Coccia: concert opera in design Sabato 2 e Domenica 3 Ottobre, un lavoro multidisciplinare in cui musica, teatro, cinema e parola si fondono e confondono. Maudit Tu, Maledetto come noi. Interrogatorio a Rimbaud, con le musiche del Premio Oscar J.A.P. Kaczmarek, che ha sposato immediatamente il progetto, la drammaturgia, i testi e la regia di Davide Rondoni con le voci di Filippo Lanzi (attore) e Clarissa Costanzo (soprano). Ad eseguire le musiche di Kazmarek, scelte in quanto colonna sonora del film del 1995 di Agnieszka Holland “Poeti dall’inferno” con protagonista Leonardo Di Caprio, sarà la Gaga Symphony Orchestra diretta da Simone Tonin. Nel corso dello spettacolo sarà proiettato materiale fotografico a cura di Manuel Palmieri.

Un Ottobre si potrebbe dire “noir” che vede altri due appuntamenti musicali, uno inedito e uno di tradizione: l’Opera da Camera Le Ore delle Spose l’8 e il 9 ottobre alle 20.30 a Casa Bossi e il 23 e il 24 ottobre Il Castello di Barbablù di Béla Bartók al Teatro Coccia, entrambe firmate dalla regia di Deda Cristina Colonna.

Le Ore delle Spose, musica in prima esecuzione assoluta commissionata a Claudio Scannavini, Quartetto d’archi Dàidalos, su libretto di Francesca Bocca-Aldaqre, è firmato dalla regia di Deda Cristina Colonna, con le scenografia Matteo Capobianco. Le voci sono quelle del soprano Laura Ali e due attrici.

Le ore delle spose – spiega Deda Colonna - è la storia di un’attesa. Giuditta oracolare ed incisiva, Arianna attiva e sfidante sono portate in scena da due attrici che incarnano gli arabeschi poetici di Francesca Bocca-Aldaqr in una resa quasi da tanztheater, in cui i linguaggi verbale e non-verbale si concertano nell’accumularsi di parola e azione, gesto e ripetizione […] L’installazione di Matteo Capobianco definisce il contesto di questa avventura intima in uno spazio scandito dalla progressiva stratificazione di forme piene e vuote, leggere come parole, pesanti come note. La performance non rappresenta una vicenda personale, ma illustra un itinerario intimo di ricerca, scoperta e rinuncia: dove il bisogno personale si scopre vertiginoso e profondo, la rinuncia appare come la sola via possibile; di un amore come quello di Barbablù - occupato, infedele, violento, incoerente, avaro di sentimenti - non si può salvare nulla, se non se stesse. La musica composta da Claudio Scannavini rappresenta la presenza/assenza di Barbablù e ritaglia zone della performance in cui la parola del testo poetico quasi si smaterializza per divenire essa stessa materia coreografica, linguaggio astratto di relazione tra parola e gesto, tra il languire dell’attesa e la crudezza del carattere. Il quartetto esegue dal vivo anche composizioni di Bartok e di Schönberg che demarcano nell’irregolare scorrere del tempo le fasi successive di questo labirintico itinerario personale”.

Lo spettacolo sarà anche in scena all’importante Festival di Morgantina Mercoledì 26 Agosto 2021.

Il Castello di Barbablù di Béla Bartók vede coinvolti nel ruolo di Barbablù Andrea Mastroni e in quello di Judith Klára Kolonits, Orchestra del Teatro Coccia, diretta da Marco Alibrando.
Unica composizione operistica nel catalogo bartokiano, Il castello del principe Barbablù mette in luce gli ultimi legami del trentenne Bartok con le risorse musicali della drammaturgia simbolista ed espressionista: si nota, allo stesso tempo, l’urgenza tipica in Bartok di rinverginare il linguaggio attingendo dal repertorio popolare della sua terra. Da parte sua, Bela Balazs non aveva pensato a un libretto in senso stretto, ma piuttosto a una ballata, dotata di una propria autonomia letteraria, impregnata di reminiscenze folkloristiche e ammiccante alle tendenze moderne della ‘Literaturoper’, l’opera lirica che utilizza testi letterari senza passare attraverso un apposito ‘libretto’. Attingendo dal soggetto favolistico di Charles Perrault – per altro gia utilizzato da Maeterlinck e musicato da Dukas – Balazs, regista, scrittore e autore drammatico, imprime al testo un’invenzione autonoma e originale, dove – come avverte prudentemente il prologo parlato con cui inizia il dramma – gli ascoltatori sono messi di fronte a una vicenda che e solo il pretesto per la simbolica rappresentazione di un dramma interiore, dove si gioca il conflitto tra desiderio e impotenza, luminosa sensibilita femminile e meccanica ottusita maschile. Echeggiando i modelli vocali sperimentati da Debussy nel Pelléas et Mélisande, Bartok adotta una vocalita tutta contenuta entro una sorta di recitativo melodico, sfaccettato in modo tale da lasciar intravedere le differenze comportamentali e psicologiche dei due personaggi: se il cupo e austero Barbablu mantiene il suo canto in una sorta di declamazione, costruita entro una scala pentafonica, la luminosa ed esuberante Judit vanta una maggior varieta ritmica e modale.

Tornano, in presenza gli appuntamenti Chi ha Paura del Melodramma? dedicati all’opera da vivere in e con la famiglia. Dopo le felici esperienze online I Viaggi di Gulliver e Cendrillon (e il BIanconiglio) arrivano dal vivo rispettivamente il 7 e l’8 Novembre e il 12 e il 13 Dicembre 2021, con repliche per le scuole il Lunedì mattina.

Il Teatro Coccia dedica a Dante due appuntamenti nell’arco di 15 giorni sul finire di questo 2021 di celebrazioni. E lo fa portando in scena ciò che è parte fondamentale della sua missione: producendo due opere liriche, commissionate e prodotte, che nascono per mano di compositori, poeti e librettisti contemporanei e debutteranno sulle nuovissime tavole del palcoscenico del Coccia tra Novembre e Dicembre. Filo conduttore tra le opere la bacchetta di Matteo Beltrami a dirigere l’orchestra.

Sabato 20 e Domenica 21 Novembre Rapimenti d’Amore, opera in un atto unico, scritta da Cristian Carrara su soggetto e libretto di Davide Rondoni, con la regia di Andrea Chiodi. In buca l’Orchestra I Virtuosi Italiani (anche coproduttori dell’allestimento). Un lavoro inedito che vede impegnato un cast di voci davvero straordinarie, tra le quali quelle di Sonia Prina, Salvatore Grigoli, Vittorio Prato. Fosca, ragazza vivace e di temperamento, si dispera con la sua serva, alla vigilia della festa di maggio, a Firenze. Il padre, un tipo autoritario e formale, l’ha promessa in sposa ad un ragazzo che non ama. Sullo sfondo della vicenda, una Firenze divisa in fazioni, guelfi e ghibellini si fronteggiano. Simone, ragazzo allegro con nel fondo un po’ di mestizia, amico di Fosca, raccoglie dalla serva la confidenza del matrimonio combinato. Anche lui si dispera. Non crede nell’amore, ma lungo la vicenda ne riscopre il senso, proprio scoprendosi innamorato di Fosca. Dante e Cavalcanti, amici di Simone, si ingegnano per aiutarlo. Da loro nasce l’idea di inscenare il rapimento di Fosca. Sullo sfondo della vicenda, le discussioni sull’amore tra Dante e Cavalcanti. I due si stimano, ma diversa è la loro visione della vita e dell’amore. Per Cavalcanti “non conduce a canoscenza/ la nostra umana, povera semenza”. Da questa esperienza Dante capisce che ha un compito “Indicare di ogni amore/ la difficile commedia/ e il dramma che lo assedia” e inizia il suo viaggio, quello che lo porterà a scrivere la Divina Commedia: “Avrò i suoi occhi fissi in me/ cuore sbranato e pur felice/ avrò lei che fin là mi guida/ la mia donna Beatrice”, ”Ora che ho amato da morire/ sono pronto ad iniziare”.

Mercoledì 1 e Giovedì 2 Dicembre un evento straordinario: Gioele Dix firma la regia, il libretto e dà voce a Un divorato cuore, investigazioni sull’amore in risposta ad un sonetto (azione scenica in un atto). Le musiche sono composte da tre compositori del nostro tempo, Cristiano Serino, Joe Schittino, Marco Taralli. Un divorato cuore nasce da “Chi oggi ha il cuore divorato da Amore?” il primo sonetto contenuto nella Vita Nova di Dante Alighieri “A ciascun'alma presa e gentil core”. Dante afferma di aver composto il testo per salutare «tutti li fedeli d'Amore» e per chiedere loro «che giudicassero» un sogno fatto dopo aver incontrato Beatrice per la seconda volta, all'età di 18 anni. In questo sogno il poeta vede Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata avvolta in un drappo sanguigno. In una delle mani Amore tiene il cuore del poeta e, dopo aver svegliato la donna, le fa mangiare il cuore, cosa che ella fa «dubitosamente», cioè con paura. Molti sono stati nella storia i poeti che hanno “risposto” a questa sorta di “proposta” lanciata da Dante, a partire da Cavalcanti fino ad arrivare a D’Annunzio. Questo è Un divorato cuore: un’investigazione sull’Amore guidata da Gioele Dix nei panni di un curioso investigatore, che utilizzerà i tre sonetti come fossero degli indizi utili alla comprensione del mistero che aleggia attorno a questo divorato cuore. Ognuno dei tre compositori impegnati nell’opera ha musicato un sonetto proponendo una cifra personale ma al contempo in sintonia con l’intera composizione che troverà unitarietà e completezza nelle parti di raccordo musicale laddove i tre compositori si uniranno in una sorta di contrappunto a tre voci. Con l’attore e i cantanti, una danzatrice e un mimo.

Dal giorno successivo la messa in scena, il Teatro Coccia e la città di Novara diventeranno set del film Un divorato cuore che verrà girato da Gioele Dix come trasposizione del testo teatrale.

Il Teatro Coccia partecipa inoltre alla “maratona” ideata dal Teatro Faraggiana con il Comune di Novara e i partner del Comitato Dantesco, Domenica 12 Settembre, destinando voci e luoghi alla lettura (o rilettura) dei Canti della Divina Commedia. Un grande momento di condivisione e partecipazione cittadina.

Dopo la felice esperienza di Una Domanda di Matrimonio di Chailly andata in scena nell’Arengo del Broletto il 29 Maggi0 2021, come primo spettacolo in presenza del Teatro Coccia, prosegue la collaborazione con il Conservatorio Guido Cantelli: il 22 e 23 Dicembre alle 20.30 La Cambiale di Matrimonio, musica di Gioachino Rossini, libretto Gaetano Rossi, solisti gli allievi del progetto RossiniLab e European Opera Academy, direttore Mirca Rosciani.
L’orchestra sarà un ensemble in seno alla neonata Orchestra del Teatro Coccia, in collaborazione con il Conservatorio Cantelli.

Ensemble orchestrale che sarà anche protagonista del Galà di Arie d’Opera dell’Accademia AMO in scena il 7 Ottobre 2021.

La riapertura coinciderà anche con la programmazione di spettacoli di Teatro di Parola e Musical. I primi in calendario, ad ora, sono L’attesa Sabato 30 e Domenica 31 Ottobre 2021 e All That Musical Venerdì 31 dicembre 2021.

L’attesa, spettacolo firmato da Remo Binosi vede protagoniste due straordinarie e poliedriche interpreti del nostro tempo, Anna Foglietta e Paola Minaccioni, dirette da un’altra importante artista italiana Michela Cescon. La produzione è Teatro Di Dioniso E Teatro Stabile Del Veneto In Collaborazione Con Fondazione Musica Per Roma E Teatro Stabile Di Bolzano. L’Attesa, anche oggi a tanti anni dalla sua scrittura, è un testo contemporaneo, caratteristica che solo le grandi opere hanno. Il rapporto serva-padrona, il doppio, il grande seduttore Casanova, la maternità, il male, la morte - sono raccontati con cambi di registro narrativo: dalla commedia al dramma, dal noir fino a sfiorare la tragedia. Il linguaggio è originale e sorprendente, con una naturale vis comica che garantisce una presa certa sul pubblico, paragonabile a quella dei testi di Goldoni e di Eduardo. La particolarità della messinscena di Cescon è che parte dalla prima stesura che l’autore veronese fece del testo - datata 1991 - che presenta notevoli differenze rispetto a quello portato in scena nel 1994: la nutrice ha un ruolo decisamente più marginale che in questa messinscena scomparirà completamente; i dialoghi sono più scarni, in qualche modo più «contemporanei»; l’azione si concentra totalmente sulle due protagoniste e sull’evoluzione del loro rapporto durante la forzata clausura.

Il Musical che accompagna allo scoccare della mezzanotte tra il 2021 e il 2022 è prodotto dalla Compagnia BIT con la regia e le coreografie di Melina Pellicano e gli arrangiamenti musicali di Marco Caselle. Nomi ormai noti al pubblico in sala al Teatro Coccia il 31 Dicembre e che hanno sempre ottenuto un notevole successo.

Ulteriori aggiornamenti sulla programmazione, i costi dei biglietti degli spettacoli e le date di vendite saranno forniti a seguito della pausa estiva, confidando in una allargamento delle misure di contingentamento al Covid e nel poter dare la possibilità a quante più persone possibili di assistere nuovamente agli spettacoli del Teatro Coccia.

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