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Appuntamenti pensati per chi ama l’arte del racconto, il suono del pianoforte, le buone letture, le atmosfere raccolte, da assaporare con un buon cocktail.

Musica e Parola nascono traendo ispirazione da titoli selezionati tra i romanzi d’esordio del 2024, presentati nel corso dello scorso anno presso il Circolo dei Lettori di Novara e diventano una composizione originale, nelle penne degli allievi dell’Accademia AMO e non solo, nelle mani degli allievi pianisti del Conservatorio Guido Cantelli di Novara e un racconto narrato dalla voce degli allievi e ex allievi attori dell’STM – Scuola del Teatro Musicale.

La musica è dell’allievo del corso di composizione AMO Matteo Sarcinelli, le voci recitanti sono quelle di Elisabetta Guaraldi e Umberto Tomaino, allievi della STM, al pianoforte l’allievo del Conservatorio Cantelli Lorenzo Meo.

A questi si unisce il gusto con una selezione di cocktail (nella variante anche analcolica) sono a cura di Alchemiae Luca Mendozza.

All’incontro sarà presente l’autore a dialogo con Orietta Saglio.

Evento in collaborazione Fondazione Circolo dei Lettori/Novara, Accademia AMO, Conservatorio Guido Cantelli di Novara, STM-Scuola del Teatro Musicale.

A Zagabria c’è un museo che accoglie i ricordi di chi ha un amore fallito di cui disfarsi. È il Museum of Broken Relationship, e conserva anelli, buste chiuse, bambole gonfiabili, lampade a forma di fragola, creme per il viso, flaconi di veleno… Hanno tutti una storia da raccontare. Anche Giacomo e Veronica hanno una storia da raccontare. Iniziano a farlo nel momento in cui Giacomo torna a casa e trova Veronica seduta sul divano, ad aspettarlo in compagnia di un altro uomo con cui ha intenzione di costruirsi una vita nuova. Un capitolo alla volta, le due «parti del problema» analizzano la loro storia d’amore: è una versione doppia, ambivalente, falsata come solo i ricordi sanno essere; ripercorre cecità e incomprensioni, la noia e l’insoddisfazione delle relazioni stantie, ma anche le dolcezze e i momenti felici. Giacomo e Veronica sono impacciati, crudeli, feriti, orgogliosi, egoisti. Sono anch’essi esposti, come le reliquie amorose del Museo che inframmezzano la narrazione, e aspettano il lettore sul confine invisibile tra prima e dopo, un confine che tutti abbiamo conosciuto, da cui abbiamo osservato con sgomento ciò che ci era parso eterno ed è ora pronto a restringersi fino a diventare un misero spazio vuoto (una porta di casa, l’ultima pagina di un libro) da scavalcare.