FRATELLO SOLE, SORELLA LUNA
in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di S. Francesco D’Assisi (1226 – 2026)
dall’opera di Franco Zeffirelli
Fratello Sole, Sorella Luna

versione teatrale di Angela Demattè
dalla sceneggiatura originale scritta da Franco Zeffirelli, Suso Cecchi D’Amico, Lina Wertmüller
regia Piero Maccarinelli

con
nel ruolo di Francesco Giulio Pranno
nel ruolo di Chiara Ksenia Borzak
e con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller, Fabrizia Sacchi
e con
Deodato Gabriele Cicirello
Paolo Antonio Iorio
Bernardo Edoardo Raiola
Giocondo Andrea Galasso
Silvestro Eduardo Sacchi

con le canzoni originali di Riz Ortolani e Donovan
musiche e arrangiamenti originali Alessandro Nidi
scenografie Francesco Sereni
costumi Daniele Gelsi
light designer Javier Delle Monache
con l’amichevole contributo di Tullio Solenghi
assistente alla drammaturgia Lea Paiella
assistente alla regia Alessandro Gorgoni

co-produzione International Music and Arts, Agidi Srl, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro, Oliver and Friends
con il patrocinio di SAN FRANCESCO 1226 – 2026
Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi

Fratello Sole, Sorella Luna è un nuovo progetto teatrale dedicato alla straordinaria vicenda umana e spirituale di San Francesco d’Assisi, realizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della sua morte.

Ispirato al celebre film di Franco Zeffirelli del 1972, che ottenne un enorme successo internazionale (David di Donatello nel 1972 e candidatura all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia), lasciando un segno indelebile per la forza poetica delle immagini e per le indimenticabili musiche di Donovan, adattate nella versione italiana da Riz Ortolani, lo spettacolo porta in scena, con un linguaggio teatrale contemporaneo, la storia di Francesco e del suo messaggio universale di fraternità e pace.

La trasposizione teatrale nasce dalla sceneggiatura originale di Suso Cecchi D’Amico, realizzata insieme a Zeffirelli e Lina Wertmüller ed è firmata da Angela Demattè, tra le voci più significative della drammaturgia italiana.

Una squadra artistica d’eccellenza, riunita attorno alla regia attenta e raffinata di Piero Maccarinelli, dà vita a uno spettacolo che intreccia recitazione e canto, in un racconto corale e poetico. Le musiche del film sono riarrangiate per il teatro da Alessandro Nidi, che firma anche alcune composizioni create appositamente per questo progetto.
Lo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi, figlio di una ricca famiglia di mercanti, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza.

Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità.

Accanto a lui si schiera solamente Chiara, giovane della stessa estrazione sociale, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati.

Con i piedi nudi e un saio addosso, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo.

Il viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia.
Il testo adattato da Angela Demattè per il teatro dalla sceneggiatura del film di Franco Zeffirelli si concentra sugli esordi della storia di Francesco da figlio di ricco mercante. giovane soldato in guerra alla scoperta della sua spiritualità, ai conflitti che questa provoca nei genitori e negli amici.

Parallelo sarà il percorso di Chiara che accompagna Francesco nella costruzione della povera chiesa di San Damiano.

Percorso difficile per entrambi sia per la posizione delle ricche famiglie, del potente clero e il progressivo allentamento delle diffidenze degli amici fino alla adesione degli stessi al dettato francescano.

Dubbi e ansie assalgono Francesco osteggiato fino alla fine dall’amico di gioventù Paolo.

Decisivo sarà l’incontro con il Papa a Roma dove troverà conforto e perfino l’adesione di Paolo.

È una storia di giovani alla ricerca di valori alternativi ai valori dei genitori e della loro classe sociale

È la storia della conquista di una serena felicità

Il nostro non sarà un tentativo di ricostruzione filologica ma un complesso atto d’amore per questa storia.
Regista teatrale italiano, diplomatosi presso il Piccolo di Milano, diventa in seguito assistente di Maurizio Scaparro ed Ermanno Olmi e nel 1982 avvia la sua carriera di regista. Nel 1988 è tra gli interpreti del film La leggenda del santo bevitore, diretto da Ermanno Olmi. Ha lavorato come collaboratore artistico per la casa di produzione Mikado per oltre 20 anni. Vive e lavora a Roma, dove ha fondato nel 2004 con Carlo Degli Esposti, Carol Levi, Tilde Corsi, Cristina Comencini, Roberto Cicutto, Gian Casoni, Riccardo Tozzi e Guendalina Ponti Artisti Riuniti, associazione culturale di cui è stato direttore artistico. Alcune produzioni realizzate sotto la sua direzione artistica: Roma ore 11, Due partite, Il romanzo di Ferrara, Dignità autonome di prostituzione, Festa di famiglia, Est ovest. Le troiane, Johan Gabriel Borkman, Farà giorno, Il figlio.
Drammaturga e attrice nata e cresciuta in Trentino, sceglie Milano come sua residenza d'artista. Dopo una laurea in Lettere e un diploma all'Accademia dei Filodrammatici, lavora come attrice finché inizia, nel 2009, la sua attività di autrice: scrive Avevo un bel pallone rosso e vince il Premio Riccione e il Premio Golden Graal. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici con il quale inizia una profonda ricerca che produce, tra gli altri: L'officina, Chi resta, Il compromesso, Ifigenia, liberata e Macbeth, le cose nascoste. Negli stessi anni lavora come drammaturga e autrice per i registi Renato Sarti, Sandro Mabellini, Valter Malosti e soprattutto per Andrea Chiodi. Scrive, dirige e interpreta Mad in Europe che vince il Premio Scenario 2015 e il Premio Sonia Bonacina. Nel 2019 la città di Trento le conferisce il Premio Aquila d'Oro per la cultura. Nella sua ricerca indaga le potenzialità e i limiti del linguaggio identitario, argomento su cui ha creato diverse masterclasses. Il suo lavoro nell'ultimo anno, a partire dalla collaborazione con ISI Foundation, JRC di Ispra e con Carmelo Rifici al LAC, si concentra sul dialogo con la scienza come necessità di indagine sull'uomo futuro. La pandemia la spinge ad indagare il dialogo tra la scrittura teatrale e nuove forme offerte dal web e da spazi non teatrali. Per il progetto Lingua Madre produce un documentario sperimentale sul tema del rituale. Lavora con importanti teatri come: LAC di Lugano, Piccolo Teatro di Milano, Theatre de la Manufacture di Nancy e diversi Teatri Stabili italiani.
Classe 1998, Giulio Pranno è nato a Roma ed è da sempre un appassionato di cinema. Supportato dai suoi genitori, a 12 anni inizia a frequentare il teatro e durante il liceo pratica corsi di recitazione, fino alle finali del Premio Hystrio 2018. Nello stesso anno il suo sogno di prendere parte a un film per il cinema si realizza quando, dopo una lunga selezione, viene scelto da Gabriele Salvatores per interpretare il ruolo di Vincent in Tutto il Mio folle amore, che segna il suo esordio cinematografico. Salvatores lo rivorrà in Comedians (2021). Inoltre, nel 2021 lo troviamo nel film di Stefano Mordini La scuola cattolica, e in Security di Peter Chelsom, con Marco D'Amore e Maya Sansa.
Nata a Mosca, Ksenia Borzak è un’attrice dalla formazione internazionale, capace di muoversi con naturalezza tra teatro e cinema. La sua ricerca artistica unisce rigore tecnico e sensibilità interpretativa, con particolare attenzione alla costruzione dei personaggi e al lavoro sul corpo e sulla voce. Dopo un percorso di studi in diverse realtà europee, approfondisce la recitazione cinematografica e teatrale presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2020 partecipa al laboratorio diretto da Francesco Montagna e al workshop Cantiere Amleto condotto da Giorgio Barberio Corsetti, esperienze che segnano il suo primo contatto con la scena professionale. Debutta in teatro con La guerra spiegata ai poveri, regia di Francesco Montagna, e successivamente prende parte al cortometraggio Infinite storie, infiniti luoghi di L. Marziali e M. Ferrari. Parallelamente all’attività attoriale, coltiva la passione per la musica: canta e suona violoncello, chitarra e pianoforte, integrando queste competenze nel suo percorso performativo.
Massimo Wertmüller ha iniziato il suo percorso artistico nel 1976, quando ha esordito in teatro con Luci di Bohème, uno spettacolo presentato alla Biennale di Venezia. Nel 1978 ha deciso di approfondire la sua formazione iscrivendosi al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti, dove ha avuto l’opportunità di lavorare con altri giovani talenti come Paola Tiziana Cruciani, Shereen Sabet, Rodolfo Laganà, Patrizia Loreti e Silvio Vannucci, con i quali ha fondato il gruppo comico La Zavorra. Questo gruppo ha vissuto un’intensa esperienza nel teatro cabaret e nell’intrattenimento televisivo fino al 1984. Nel 1984 ha debuttato al cinema con il film La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia, diretto da sua zia Lina Wertmüller, che lo ha poi diretto in altri lavori, tra cui Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983), Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione (1984), Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986), e In una notte di chiaro di luna (1989), oltre al televisivo Francesca e Nunziata (2001) su Canale 5. In televisione, ha interpretato ruoli di rilievo, come il commissario Giorgio Pettenella nella serie La squadra su Rai 3, e ha partecipato a serie più recenti, tra cui RIS Roma, dove ha interpretato il generale Abrami, e 1992 su Sky, nel ruolo di Mariotto Segni.
Attrice di teatro, cinema e televisione, si è diplomata presso l'Accademia nazionale d'arte drammatica. Tra i vari lavori per il grande schermo, vi sono: Nel continente nero (1993), regia di Marco Risi, Preferisco il rumore del mare (2000), regia di Mimmo Calopresti, Da zero a dieci (2002) di Ligabue, La felicità non costa niente, diretto da Mimmo Calopresti, Mundo civilizado, diretto da Luca Guadagnino, questi ultimi due entrambi del 2003, Apnea (2004), opera prima di Roberto Dordit, e Melissa P. (2005), regia di Luca Guadagnino, in cui è la madre di Melissa. Nel 2013 è candidata al David di Donatello per la migliore attrice non protagonista e al Nastro d'argento alla migliore attrice non protagonista per il film Viaggio sola e nello stesso anno si laurea in Lettere e Filosofia. Nel 2017 produce la web serie Il prete con la regia di Andrea Piretti. La web serie girata a Napoli è arrivata finalista alla sezione Miglior Drama al Roma Web Fest 2017 e ha vinto il Premio Asti Web Cinema. Nel 2018 ha lavorato nuovamente per Guadagnino, apparendo nel film Suspiria, remake del classico di Dario Argento.